racing hardtails

un tipo che corre in discesa con una front

vecchie abitudini per nuovi vestiti.

cromagciao tutti, vi presento il mio attacco manubrio cromag.cromag, ti presento tutti.è interessante, fin dagli albori del freeride più corto è stato sempre meglio. essendo la mia front una bicicletta furbetta, era ovvio che un attacco da 40 sarebbe stato piazzato: che scherziamo, di ritorno della luna magari ci si potrebbe impuntare. però il ragley ha anche un angolo sterzo da 67 che equivale a dire, insieme ad un attacco tanto corto, tenere l’anteriore attaccato a terra è difficile. quindi di conseguenza tutti i cambi di direzione rallentano.

tutto ciò per dirvi che, seguendo i consigli della casa madre, ho piazzato un attacco da 60. 2 cm, ottenuti (con disonore) smontando sexy cromag e piazzando un orribile cinesli per bici fisse. bhe, dopo che lunedi ho aggredito curve, colpito e chiuso drop a caso nel bosco, pedalato in salita come se non ci fosse un domani, posso dirvi che chi ha disegnato il telaio sapeva molto bene quel che faceva. e da pure i consigli giusti. ora, se volete un attacco come quello qui sopra, sapete a chi chiederlo.

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siccome sono un tipo vanesio, ecco un pò di foto reperite alla gara grazie a Patrizia Puzzer e Federico Zugna. perchè, dopo pluridecennale esperienza, io riesca ad attaccare sempre la targa numero storta, ancora mi sfugge.

enduro 3 camini

 

E finalmente è arrivato il weekend della famigerata gara, forse la più dura che mi sciroppo quest’anno. Ottime le premesse: io con un dente del giudizio che batte, prove delle urine e consegna della maglia della squadra all’ultimo, moglie con la febbre calpestata da bambini. E negozio in follia consegne prepasquali.La cosa è svolta così: sabato dalle 17 alle 18, prologo sull’ultima parte della ps3. Io numero 191, che vuol dire arrivare su e aspettare. E aspettare. E aspettare. Parlando amabilmente e facendosi schizzare addosso sassi dagli sloveni malvagi che partono come razzi. Poi partire e trovarsi di fronte a un sentiero che non ha quasi nulla di ciò che si conosceva, perchè 190 persone in mtb di fretta e furia influiscono sulla geologia. E finito il sentiero una cinquantina di metri di sprint su asfalto che puliscono gli spruzzi del carburatore. millemilesimo e qualcosa.

Il giorno della gara lascio la consorte inerte nel letto con circa 52 di febbre, mentre i bambini giocano con coltelli da cucina. L’evento messo in piedi da 360mtb è imponente, e a Trieste praticamente non si è mai visto.Tanta gente, da tanti posti: Trieste, Friuli, Veneto, ma anche Slovenia, Croazia, Ungheria, Russia. C’è gente che per venire qui si è fatta un bel mazzo, il che è una buona cosa, prima partono i mostri e poi tutti gli altri. Sulla prima salita mi accorgo che i tempi per raggiungere le speciali sono fin troppo comodi: infatti al fine del panorama e del mantenere i concorrenti distanti dalla statale, faremo rampe e ghirigori pazzeschi. In questa ci mandano a piedi su per le scale del castello. La ps1 passa per un rinomato sentiero noto come “Amicizia” tra Slovenia e Trieste, già di per se con bel tratto pedalato, ma in questo caso con l’aggiunta di trecento metri di pratone in salita. Quando la discesa si fa tecnica entro nel mio, ma la differenza che chi è più allenato di me fa sul pedalabile è abissale. Poi ci trasferiamo a Cattinara per la ps2, che sarà quella in cui me la caverò meglio, e la ps3 ai limiti del tempo e nella quale sarò più stanco. Per fortuna c’è mezz’ora di controllo orario e per mangiare qualcosa. La ps4, anche lei raggiunta con un giro strano, è quella del post precedente e la termino senza problemi. E senza crampi! Alla quinta non me ne frega più niente e passeggio il ritorno arrivando a filo. Alla fine concludo 106esimo su 169.

Non mi stancherò mai di ripetere quanto ottima è stata l’organizzazione di una gara che il prossimo anno merita in pieno di essere una Superenduro. Quello che mi domando è: dove vuole andare questa disciplina? In parecchi dal veneto mi dicono che non faranno la tappa di Terlago perchè troppo scorrevole e razziata dai crosscountristi. Ora, a questa gare ci troviamo in presenza di biciclette che non avrebbero nessun problema a percorrere un tracciato di downhill o superare tutti gli ostacoli di un bikepark: vogliamo usarle a fondo? Perchè il livello generale e tecnico dell’XC si sta alzando, e tra poco le gare di enduro locali saranno un facile territorio dove accumulare coppe. Dunque, enduro, che strada vuoi prendere?

Alcune note tecniche:

-mettere i kit tubeless con delle vere gomme ust ha pagato. e il kenda nevegal davanti e l’excavator al posteriore non hanno perso un colpo neppure ai limiti della pressione, mentre tanti erano impegnati a cambiare le camere nelle loro fantagomme schwalbe, maxxis e specialized.

-la vera sorpresa sono state le pastiglie ashima doppia mescola metallica/organica. non solo frenata resistente alla temperatura, ma una potenza che temevo mi strappasse il disco.

-la forcella revelation con cartuccia dual flow: sensibile sul piccolo, capace di incassare le robe grosse. e il passaggio allo sterzo conico si è fatto sentire nelle frenate sui sassi.

-la mia ragley blue pig, più ti infilo in discesa più corri. mai soldi son stati meglio spesi.

enduro test day

mi sono iscritto alla enduro 3 camini, e sono moderatamente preoccupato. voglio dire, se è vero che ho pedalato di più, è anche vero che stiamo aspettando un percorso di 45 chilometri e 1400 metri di dislivello.

ad ogni modo, il 31 marzo si è tenuta la prova su una prova speciale cronometrata con chip. come funziona? al banchetto dei bravi ragazzi sloveni sganciate il deca, pedalate fino alla partenza, provate a partire ma non fa il bip perchè lo avete resettato male. bestemmiando sommessamente rifate la strada fino al banchetto andata e ritorno, poi partite. los slovenos riscono a passare in stile alla partenza e pedalare via muscolosamente, mentre voi vi fermerete come pensionati al cantiere, oppure caracollerete incerti. all’arrivo, posizionato su una curva parabolica, potrete adottare una diversità di stili: non accorgervi del check e andare via sereni, frenare-cadere-riuscire a passare il chip, giungere con altro pedalatore all’arrivo e generare una scena tipo accoppiamento di maggiolini. Oltre che un pò di locals e sloveni, era presente la banda dei veneti di Terrorfilippson con domande tipo: ma nell’urina per la visita medico-agonistica, cercano la ganja? Insomma, un mix di agonismo insensato e scazzo feroce. Il risultato mi ha divertito, anche perchè la ps4 usata è stata tirata quasi come una pista da bmx; un pò insensato per le full, ma molto spasso per la mia front solitaria.

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pezzi

ci sono stati parecchi cambiamenti sulla mia bici durante l’inverno. alcuni pezzi hanno semplicemente ceduto per usura, altri erano troppo pesanti. sono passato all’1×10 e mi sono più o meno abituato a salire i monti con il 32-36. mi sono costruito ruote più leggere con pezzi avanzati. nel totale, ora ho una bicicletta migliore che è più facile da menare in giro. se c’è un pezzo che però mi ha colpito per il livello di cambiamento introdotto, è la corona da 32. è una raceface narrow-wide che elimina completamente la necessità del guidacatena: i denti stretti prendono le maglie interne, quelli larghi le esterne. non è possibile mettere deragliatori, ma il risultato è strabiliante: la bici ha attraversato campi di sassi, è caduta da ferma o in movimento, ha fatto scalinate. e mai, dico mai, la catena si è mossa. sembra una magia voodoo, quella piccola corona da sola capace di tenere tutto sotto controllo. forse il tempo dei guidacatena sulla singola è davvero finito.

nwring

ps: si tratta di una front, quindi niente movimenti di carro ammortizzato, e il cambio posteriore è un zee di ultima generazione con molle belle potenti. ad ogni modo, dalle recensioni in giro, sembra sunzioni allo stesso modo anche sulle full.

lanarogranfondo

domani mi iscrivo alla lanarogranfondo. perchè uno attrezzato ad andare in discesa, dovrebbe trascinarsi il carretto in una gara eminentemente in salita? c’è da considerare che l’altro anno, a cui risale la foto qui sotto, mi ero ripromesso di non farla più. ero poco allenato, le condizioni meteo proibitive. l’unico concorrente bici ad arrivare dopo di me è stata la mia vicina di casa, che perdipiù aveva la febbre. ma non è stato questo il particolare più umiliante: arrivato a casa, scendendo dall’auto sono stato preso da un crampo atomico all’interno coscia e sono caduto a terra come una pera. il vicino che puliva il giardino ha potuto osservare un idiota sporco di fango che si contorceva a terra pronunciando improperi.

quest’anno, come ho scritto in precedenza, mi sono fatto la grazia di qualche chilometro in più, tra l’altro in salita. quest’anno a gennaio c’è un clima da ottobre mentre nel 2013 l’unico spazio nella neve erano le pozze fangose. forse quest’anno non verrò polverizzato dai primi podisti alla prima salita. ad ogni modo, per chi volesse accompagnarmi, si sappia che non cambierà il solito spirito fancazzista con cui mi presento ad ogni gara. a non essere brutalmente depilati ed incazzati saremo forse in tre a ‘sta sagra del prosciutto. venite anche voi che forse facciamo cinque.

lanaro 2013

alla befana

come al solito, mi sono preso tardi per iniziare a pedalare un pò più sul serio. grazie alla creazione di un paio di groppuscoli facebook (che poi è il suo miglior uso, ovvero fare cose nel mondo REALE), mi sono ritrovato in bicicletta un pò più spesso. aggiungendoci i bimbi all’asilo mentre io  lavoro part time, un inverno con temperature estive, sto uscendo dal cono d’ombra dell’inqualificabile e scivolando lentamente nel dignitoso. prima di tutto devo ringraziare tutti quelli che vengono con me: Steve, Max, Enrico e Federico hanno causato una tale quantità di risate, da non essere enumerabili. Poi ci sono i giorni come oggi. Oggi ci dovevamo trovare io e Steve. Al piazzale del teatro, oltre a lui, ho ritrovato un trio che non vedevo da parecchio tempo, nel momento in cui abbiamo deciso di salire è spuntato un furgone, arrivati in cima sole e clima caldo ed infine sentieri un pò umidi ma di consistenza quasi perfetta. chiamiamola una giornata che può innescare un turbine di aspettative.

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modifiche d’inverno

quando ho montato la mia bici la prima volta, ho deciso di fare a meno del 22 sulla guarnitura e usare una singola con guidacatena.  ma vuoi il fatto che la mia gamba era quel che era, vuoi che con le nove velocità il rapporto più corto disponibile era 34×34, o forse l’utilizzo di un paio di deetracks da discesa, sta di fatto che dopo un paio di lunghe salite in gare locali ho deciso di chiudere il capitolo 1×9. non mi sono mai riadattato completamente al deragliatore: gli incroci, il risucchio catena nella palta, il guidacatena doppia con bash ecc. così, incoraggiato da report positivi, ho montato come segue: 1 corona narrow wide raceface da 32, una cassetta slx 10 11-36, un cambio zee gabbia media. niente guidacatena. tante cose si sono viste e dette dei nuovi cambi shimano con interruttore di frizione, e il mio è l’unico ad essere apparentemente uscito senza fenomeni di usura precoce. tra l’altro, grazie alla corona, quel sistema  non ho mai dovuto inserirlo. campo volo, sentiero dell’amicizia, san lorenzo più alcune tracce non proprio lecite, non sono riusciti a staccare la catena dalla trasmissione. anche ora mi pare una specie di oscuro vudù, ma che ha semplificato e alleggerito la bicicletta. per carità, nessuno nega che il rapporto finale sia un po più lungo, e che in salita si faccia un pò più fatica di prima, tuttavia mi ritrovo a piedi dove anche con il 22×34 stentavo in equilibrio precario. un’ultimo consiglio da frequentazioni carsiche umide: schwalbe hans dampf economici assolutamente da evitare, 5 stars apparentemente non hanno nessuno dei problemi di instabilità e inaffidabilità che ho incontrato.P1060262 P1060259