sopravvivere a pinguente (buzet)

di officinedada

quando si è comodi sul letto di casa, si sfogliano le riviste patinate dopo una doccia, e si sa di avere la bici pronta in cantina, ogni impresa sembra possibile. io tendo a chiamarla “sicumera”, quella sicurezza arrogante dell’italiano anni ’60: incosciente di informazioni vitali e rischi. con questo ottimismo, io mi son detto che sicuramente partecipare a un pò di gare di downhill mi avrebbe reso migliore. ora, non solo Buzet è l’unico tracciato intorno a trieste dove una bici da downhill ci sta davvero tutta, ma il livello dell’ultimo bacucco si è alzato mortalmente. una volta buttavi la bici fuori dall’auto alla gara più vicina, e ti ritrovavi comunque a non fare una figura disastrosa: vimeo e i bikepark hanno eliminato tutto ciò.

il weekend del 19 e 20 maggio il Brainless Racing, composto da me e Max Tumburus, arriva a Buzet. iniziano le prove e, per il dotato di hardtail, la vita si divide immediatamente tra il dubbio se farcela a scendere dal gradone che ha di fronte conservando tutte le costole, e l’evitare di farsi calpestare dal trenino di sloveni superpro che giunge da dietro. non esattamente la tranquillità, ma la gente è tanta, e molto brava. ci sono un tot di salti, non difficili ma con punto di domanda: se ce la fa chi ha una biammortizzata, arriverà oltre chi invece rimbalza sui sassi a causa di un telaio rigido? a fine giornata seguo Max alla sua velocità, e mi porta oltre a tutti (non che questo non abbia voluto dire momenti pesantemente emotivi in certi punti). dopo una decina di discese, sono completamente fritto e inizio a prendere un certo numero di rischi. è il momento di staccare la spina e tornarsene a casa. tutto sommato contento, purtroppo il mio cervello lavora: se tolgo le schwalbe muddy mary cicciotte da 2,5 e ci metto un 2,35 davanti e un 2,4 dietro, guadagnerò in scorrevolezza e andrò come un proiettile. il risultato? dopo i primi 400 metri fuori dal cancelletto di partenza, le mie braccia sono distrutte dalle vibrazioni. bravo, complimenti: 4 minuti e 14, un’eternità anche per un panzone su una front. torno giù, ricambio le gomme, dono le due inutili stronze strette a Max, mangio e torno su. il risultao è 3 e 49, molto meglio. il che mi garantisce un onorevolissimo penultimo posto, subito davanti a uno con la full che ha avuto la gentilezza di distendersi sul tracciato. chi ha vinto, ha fatto 2 e 27. fate un pò voi…

brainless racingplastico e lanciato