perchè racing hardtails?

di officinedada

quando ero bambino, mi hanno insegnato che le debolezze sono li per essere cambiate. qualche ostacolo, è una possibilità che ci è data per migliorare. io non rientro nel novero dei ricchi, non rientro nel novero di quelli che restano nella media. con mille acrobazie, riesco a stare un pò più in là dei problemi sociali. quattro passi prima della mensa dei poveri, giusto giusto un pò via dall’assistente sociale. mi riparo la macchina in cortile, risparmio su tutto, rimando ogni spesa.

per quel che riguarda le biciclette, mi sono stancato di rincorrere. di inseguire questa società in cui non è bello ciò che esprime qualcosa, ma ciò che sta sotto i riflettori. il carbonio, i rapporti di leva dell’ammortizzatore, i rivestimenti sempre più pregiati delle forcelle, l’ultima onda dei reggisella telescopici. fanculo. non voi che ce li avete, e son tutte cose bellissime con cui pimpare le vostre splendenti macchine. fanculo me che sono un neanderthal, che quando lascio andare un componente bici è per seppellirlo con rito cristiano.  sono stufo di cercare negli annunci dell’usato il telaio biammortizzato meno anziano, in migliori condizioni, con cui tirare avanti ancora una stagione. poi ho cominciato a scorrere gli elenchi dei produttori di telai rigidi. un pò, perchè inspiegabilmente sulle bici rigide mi son sempre trovato meglio, un pò per necessità. in un paese come l’inghilterra, le bici rigide non sono mai scomparse: non corrono dietro alle fiammate delle mode come da noi, chi ama una bici così, quello vuole. la tecnologia, inoltre, non è solo andata avanti per le biammortizzate. telai in acciaio con angoli sterzo più aperti, passaggi ruota più larghi, concepiti espressamente per le discese sconnesse invece che solo per lo street o il dirt. la mia scelta all’inizio era iniziata con l’inseguimento dietro una dmr exalt, ma ho dovuto mollare per il tubo orizzontale corto, il passaggio ruota un pò stretto, e il tradizionale forcellino kamikaze dmr. poi è comparsa la cotic befe, progettata per forcelle da 160, newschool e con orgoglio. fatta inoltre in acciaio reynolds. stavo per premere un tasto con un numero di postepay, quando mi è caduto l’occhio sulla front più avanzata di tutte: la ragley.

costruita con tubazioni tange a spessore varibile, non solo con una forcella da 150 ha un angolo sterzo da 64,5, che la mette in diretta competizione con qualche moto da enduro degli anni 80, ma ha un passaggio ruota post da 2,6 pollici, e chi ha una front sa che la gomma posteriore fa la differenza tra volare come un’ aquila e l’abisso. a completare il pacchetto, dei foderi curvi capaci di smorzare le vibrazioni. unico problema, pare che per il 2011 ragley non avesse l’ombra di un telaio, rimandando di continuo le consegne. perchè e come uno svizzero ce ne abbia avuta una, modello 2012, e me l’abbia venduta usata, non indagherò.