gara di enduro dei tre camini

di officinedada

a parte una gara di “downhill” nel 1992, eventi veramente discesistici a trieste non ce ne sono mai stati. e che una gara di enduro riesca perfettamente a colpo sicuro la prima volta, sta a testimoniare la bontà dell’ impegno del gruppo di 360mtb. bravi davvero.

utilizzando un insieme di sentieri già esistenti a cascatelle, aprendo un vecchio sentiero usato sia dalle bici che dalle moto, hanno creato un percorso scorrevole, divertente ma anche impegnativo. come sempre in queste discipline che si vorrebbero meno feroci del cross country o del downhill, la gente ha cominciato a far prove con risalite furgonate con un agonismo da “fuga per la vittoria”. c’è chi fino al giorno prima si è ammazzato di prove. e qui comincia la mia storia: raccontare una stagione di gare di enduro e downhill, viste da uno che ha scelto un’ hardtail. viste da un signor nessuno che fa il possibile per restare tra un risultato decente e una catastrofe meccanico/ortopedica. io, max tumburus e luca micheluzzi l’abbiamo presa con il giusto spirito tipico del gruppo brainless racing: competizione fine a se stessa, spallate, derisione del caduto, arroganza. anche noi abbiamo provato ogni angolo possibile del percorso, aiutati come gli altri da un meteo che ha trasformato trieste nelle colline di san diego. caldo, canottiere nigga, sentieri polverosi e yo fratello. risultato? il giorno della gara c’ erano dieci gradi scarsi e la bora a cento, ma è stata una bellezza comunque: un disastro di gente da tutte le parti, dai discesisti ai pedalatori più incalliti, pubblico che gridava probabilmente per scaldarsi.

perchè io abbia una faccia da culo simile nelle attività sportive, non è chiaro. non che nella vita di tutti i giorni io sia richard gere, ma come potrete vedere in seguito, sotto sforzo peggioro concretamente nonostante gli sforzi di ottimi fotografi.

sta di fatto che, nonostante il sovrappeso, nonostante la competitività e preparazione degli astanti, io e il porcello blu ci siamo intesi bene. mai un errore nella discesa dove altri si sono spalmati, non ho perso troppo tempo dove i pedalatori volavano, man mano che il terreno peggiorava, io mettevo sempre meglio insieme la mia guida.

potete vedere qui il cinghiale in posa plastica, mentre un astante resta ammutolito alla vista della vita bassa del pantalone+ la riga alta del culo.

il risultato è un ottimo terzo posto nella categoria hardtail, cunquantacinquesimo su centoventotto. in questa foto sto guradando gli altri due, domandandomi se la postazione corrisponde al peso forma. probabilmente si.